Assistenti vocali: un orecchio estraneo in casa


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Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un boom degli assistenti vocali sopratutto grazie alle campagne pubblicitarie massive e martellanti che hanno da poco preso piede nel nostro paese ma che da tempo hanno saturato mercati esteri.

Basti pensare che nel 2018, anno del debutto sul mercato italiano, il fatturato degli smart speakers ha raggiunto quota 380 milioni di euro, con una crescita di oltre 50% annuo.

È sufficiente analizzare i dati di altri paesi in cui questi strumenti sono stati introdotti precedentemente all'Italia per ben comprendere le potenzialità di questo mercato: un esempio per tutti è la Germania, dove questo mercato vale già quasi due miliardi di euro.

Cosa sono e come funzionano gli assistenti vocali?

Innanzitutto è bene precisare quale sia la differenza tra smart speaker ed assistenti vocali al fine di evitare confusione nei nostri lettori. 

Uno smart speaker non è altro che un dispositivo costituito come dice la parola stessa di un altoparlante ed una parte cosidetta "smart", un appartato elettronico che crea l'ecosistema affinchè un software intelligente (assistente vocale) permetta l'interazione uomo/macchina.

Il punto di forza tanto acclamato dalle campagne pubblicitarie è il tanto ambito obiettivo della naturalizzazione del linguaggio; chi di voi in passato avesse provato uno dei vari software di sintesi / riconoscimento vocale avrà senz'altro notato la scarsa precisione di tali software. Per risolvere questo problema tutti gli assistenti vocali moderni quali Amazon alexa, google assistant ecc. sfruttano complessi algoritmi di "machine learning / deep learning" strutture software complesse ed articolale che permettono allo stesso di riconoscere il linguaggio naturale, auto-apprendere modi di parlare ed abitudini dell'interlocutore umano e fornire risposte sempre più precise e mirate ai nostri interessi.

Per raggiungere questo risultato però è necessario che la parte tecnologica "impari a conoscerci" immagazinando quindi una mole di informazioni private e sensibili inimmaginabile.

Quanta privacy barattiamo pur di avere un marchingegno simile a casa?

Una delle funzioni più apprezzate dagli utenti dei moderni assistenti vocale è senz'altro il fatto di poter "attirare l'attenzione" dello smart speaker mediante la parola chiave preimpostata ("Ok google", "Alexa", ecc..), per far si che questo sia possibile però il dispositivo avrà necessariamente un microfono SEMPRE in ascolto nella nostra abitazione.
Ancor peggio succede per chì abilitasse alcune funzioni sperimentali quali quella dell'attivazione dei comandi vocali senza parola chiave, quest'ulteriore funzionalità prevere non solo un'ascolto continuo di tutto ciò che accada ma bensi una vera e propria elaborazione di tutto ciò che viene detto digitalizzando ogni singola parola dei vostri discorsi.

Sebbene i produttori di questi dispositivi debbano attenersi ai sempre più stringenti regolamenti in materia di privacy, come ad esempio l'attuale GDPR 679/2016, vi è sempre una certa percentuale di rischi che qualche malintenzionato possa entrare in possesso di tali informazioni, siano essi dipendenti delle stesse società produttrici, o hacker capaci di sfruttare falle nel sistema.

Perchè aziende come Google ed Amazon puntano cosi tanto a questo mercato?

Sebbene a prima vista la vendita dell'hardware stesso possa sembrare un business redditizio probabilmente ci sbagliamo di grosso!

Pensate davvero che dai 50 euro spesi per il vostro smart speaker aziende di questo genere possano ripagarsi infrastrutture complesse di gestione a vita? eppure nessuno di noi paga una quota mensile / annuale per i servizi offerti.

La risposta è semplice, tutti i nostri dati vengono immagazzinati ed analizzati da algoritmi sempre più complessi che permettono di capire e studiare le abitudini delle persone.

Aziende che investono nel "big data", termine che avrete senz'altro già sentito e che identifica questa pratica di immagazzinamento di enormi moli di dati al fine di essere poi aggregate e rivendute sul mercato sotto forma di statistiche con granularità e ricchezza di informazioni un tempo impensabili.
 

In un altro articolo approfondiremo l'argomento "Big data" per capire insieme perchè sono importanti e cosa possono offrire all'umanità intera sfatando falsi miti che da tempo girano in rete.

 


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